Con il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea sulla trasparenza retributiva, dal 7 giugno 2026 entrano in vigore nuovi obblighi che riguardano tutte le aziende, indipendentemente dalla dimensione:
Selezione del personale:
- Negli annunci di lavoro va indicata la retribuzione iniziale o una fascia retributiva realistica, oltre al CCNL applicato.
- Gli annunci devono essere neutri rispetto al genere.
- In sede di colloquio non è più possibile chiedere al candidato la retribuzione attuale o percepita in precedenza.
Rapporto con i dipendenti:
- I lavoratori possono chiedere per iscritto i livelli retributivi medi, suddivisi per sesso, di chi svolge lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore; l'azienda deve rispondere per iscritto entro 2 mesi.
- Una volta l'anno l'azienda deve informare i dipendenti dell'esistenza di questo diritto (è sufficiente, ad esempio, un avviso permanente in bacheca).
- Non è possibile impedire ai lavoratori di rendere nota la propria retribuzione: eventuali clausole di riservatezza in tal senso sono nulle.
Aziende con 100+ dipendenti: dal 2027 (o dal 2031 per la fascia 100–149) scatta anche l'obbligo di reporting periodico sul divario retributivo di genere. Se dal report emerge un divario superiore al 5% non giustificato, l'azienda ha 6 mesi per fornire spiegazioni oggettive o adottare azioni correttive.
Da segnalare che, in caso di contenzioso, opera l'inversione dell'onere della prova: spetta all'azienda dimostrare l'assenza di discriminazione. Consigliamo quindi di verificare fin d'ora la coerenza degli inquadramenti e di documentare con criteri oggettivi eventuali differenze retributive a parità di livello.
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